I cento passi - Frasi film

I cento passi – Frasi film

In Buon Cinema Italiano, Cose Epiche, Dramma by Vally

I cento passi – Frasi film

CIAO, PEPPINO.

Era l’anno 2000 e Marco Tullio Giordana girava I Cento Passi, biopic che racconta la lotta di Peppino Impastato contro la mafia.

Cast: Luigi Lo Cascio, Tony Sperandeo, Luigi Maria Burruano, Lucia Sardo.

Bisognerebbe ricordare alla gente cos’è la bellezza, aiutarla a riconoscela, a difenderla.Peppino Impastato

Ecco perché il titolo della pellicola è I cento Passi: 1,2,3,4.. sai contare?

My passeport americano but my heart is siciliano. Cugino Anthony

I compagni di Milano poi sono simpaticissimi, e i creativi venuti da Bologna e i fricchettoni piovuti giù dall’India, queste ragazze tedesche e inglesi sono bellissime. Viene voglia di piantare tutto e andare via dietro a loro. Ma qui non siamo a Parigi, non siamo a Berkeley, non siamo a Woodstock e nemmeno all’isola di Wight.

Qui siamo a Cinisi in Sicilia, dove non aspettano altro che il nostro disimpegno, il rientro nella vita privata. Per questo ho voluto occupare simbolicamente la radio, per richiamare la vostra attenzione. Ma non voglio fare tutto da solo, bisogna che ognuno di noi ritorni al lavoro che ha sempre fatto, cioè INFORMARE, DIRE LA VERITÀ… e la verità bisogna dirla anche sulle proprie insufficienze sui propri limiti!Peppino Impastato

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Stamattina Peppino avrebbe dovuto tenere il comizio conclusivo della sua campagna elettorale.
Non ci sarà nessun comizio e non ci saranno più altre trasmissioni. Peppino non c’è più, è morto, si è suicidato. No, non sorprendetevi perché le cose sono andate veramente così. Lo dicono i carabinieri, il magistrato lo dice. Dice che hanno trovato un biglietto: “voglio abbandonare la politica e la vita”.
Ecco questa sarebbe la prova del suicidio, la dimostrazione. E lui per abbandonare la politica e la vita che cosa fa: se ne va alla ferrovia, comincia a sbattersi la testa contro un sasso, comincia a sporcare di sangue tutto intorno, poi si fascia il corpo con il tritolo e salta in aria sui binari. Suicidio.
Come l’anarchico Pinelli che vola dalle finestre della questura di Milano oppure come l’editore Feltrinelli che salta in aria sui tralicci dell’Enel. Tutti suicidi. Questo leggerete domani sui giornali, questo vedrete alla televisione. Anzi non leggerete proprio niente, perché domani stampa e televisione si occuperanno di un caso molto importante.
Il ritrovamento a Roma dell’onorevole Aldo Moro, ammazzato come un cane dalle brigate rosse. E questa è una notizia che naturalmente fa impallidire tutto il resto. Per cui, chi se ne frega del piccolo siciliano di provincia, ma chi se ne fotte di questo Peppino Impastato. Adesso fate una cosa: spegnetela questa radio, voltatevi pure dall’altra parte, tanto si sa come vanno a finire queste cose, si sa che niente può cambiare. Voi avete dalla vostra la forza del buonsenso, quella che non aveva Peppino.
Domani ci saranno i funerali. Voi non andateci, lasciamolo solo. E diciamolo una volta per tutte che noi siciliani la mafia la vogliamo. Ma non perché ci fa paura, perché ci dà sicurezza, perché ci identifica, perché ci piace. Noi siamo la mafia. E tu Peppino non sei stato altro che un povero illuso, tu sei stato un ingenuo, sei stato un nuddu miscato cu niente.

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Mio padre, la mia famiglia, il mio paese! Io voglio fottermene! Io voglio scrivere che la mafia è una montagna di merda!Peppino Impastato

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