La vita è bella – Frasi belle

In Buon Cinema Italiano, Dramma, Emozione by Vally

La vita è bella – Frasi belle

19 Marzo, Parole da Film vuole fare gli auguri a tutti i Papà cinefili all’ascolto! E questo film racconta la storia di un Papà speciale…

Incipit
Questa è una storia semplice, eppure non è facile raccontarla, come in una favola c’è dolore, e come una favola, è piena di meraviglia e di felicità.

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Zio Eliseo: Guarda i girasoli: s’inchinano al sole, ma se vedi uno che è inchinato un po’ troppo significa che è morto. Tu stai servendo, però non sei un servo. Servire è l’arte suprema. Dio è il primo servitore; Lui serve gli uomini, ma non è servo degli uomini.

 

Zio Eliseo: Niente è più necessario del superfluo.

Guido: Buongiorno, principessa! Stanotte t’ho sognata tutta la notte, andavamo al cinema, e avevi quel tailleur rosa che ti piace tanto, non penso che a te principessa, penso sempre a te!

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Explicit
Giosuè: Questa è la mia storia, questo è il sacrificio che mio padre ha fatto, questo è stato il suo regalo per me.

La vita è bella, di Roberto Benigni, del 1997, ha vinto 3 Oscar: migliore colonna sonora a Piovani, miglior film straniero e miglior attore protagonista.

Benigni: Questo film, che si chiama La vita è bella, mi è venuto fuori, ma con emozione, tanto che mi ha fatto tremare tutte le costole del costato, ma anche a girarlo, ma bello, bello, è un film che non fa dormire la notte.

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CURIOSITÀ

Il titolo La vita è bella è tratto da una frase di  Lev TrotskyLa vita è bella. Possano le generazioni future liberarla da ogni male, oppressione e violenza e goderla in tutto il suo splendore.

Il numero della divisa che Guido indossa nel campo di lavoro è lo stesso indossato da Charlie Chaplin ne Il grande dittatore.

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Sono presenti due tributi a Massimo Troisi, grande amico di Benigni: uno è quello della scena del teatro dove il protagonista cerca di far girare la maestra con la “telepatia” dicendo “Voltati, voltati…”, scena ripresa da Ricomincio da tre; il secondo è la celebre scena in cui Benigni per incontrare la maestra percorre tutto il quartiere di corsa

I figli del tappezziere, con cui Guido si scambia il cappello, si chiamano in ordine Benito e Adolfo, in chiaro riferimento a Benito Mussolini e ad Adolf Hitler.

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INDOVINELLI

Più è grande e meno si vede. (L’oscurità)

Biancaneve in mezzo ai nani, risolvi questo enigma cervellone nel tempo che ti dà la soluzione. (Fra sette minuti)

Se fai il mio nome non ci sono più, chi sono? (Il silenzio)


Grasso grasso, brutto brutto | tutto giallo in verità:
| se mi chiedi dove sono | ti rispondo “Qua qua qua”. | Quando cammino faccio “poppò” | chi son io dimmelo un po’. (Anatroccolo e Ornitorinca)